Michele Lanzo

 "L'Artista Contemporaneo che trasmette un'emozione per sempre"

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Michele Lanzo - pittore per vocazione

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a cura di Luigi Manzi

Quando l'arte è espressione di sensibilità acuta, di spontaneità emotiva, di indipendenza tesa verso i più liberi ed azzardati voli deve inevitabilmente attrarre il critico, l'esperto il collezionista smaliziato, come, persino, il semplice amatore sprovveduto ed incolto.

E quest'arte la si trova spesso (e non sempre azzardato anzi affermare: più di frequente) negli autodidatti anziché nei professionisti. Essi sono dei punti; passionali. Non hanno scelto una professione, ma sono stati spinti da una forza intima verso l'arte, inconsciamente prima ed un po' alla volta, in seguito, con presa di coscienza, convinzione ed affidamento di osservazione e di tecnica con lo studio diretto dal vero; non distratti dalle opere degli altri e specie dalle correnti e dalle mode. Piuttosto si sono scelti, per affinità elettiva, qualche maestro; hanno potuto liberamente farsi una cultura. Del resto tutta l'arte moderna, con l'appoggio della critica ufficiale, non ha forse accantonato scuola, disegno, prospettiva per additare le vie dell'astratto, del surreale, del metafisico, del concettuale e, persino del banale ... ?! Del resto non ci si sbaglierebbe molto, forse a ritenere che in arte valga più la genialità, la sensibilità, la spontaneità, l'amore, che la cultura per attrarre, piacere, sollevare lo spirito ed educare, anche! Nella, ormai, mia lunga, attenta osservazione, posso affermare che gli incontri più numerosi interessanti ed emozionanti sono stati quelli con artisti autodidatti. Può darsi - a voler essere sincero o freddamente autocritico - che mi abbia spinto all'emotività ed all'interessamento, innanzi alla validità e bellezza dell'opera la notizia della estraneità di una Scuola.

Il caso dell'artista calabrese Michele Lanzo rientra nel novero di questi geniali autodidatti. Egli non è sfuggito all'attenzione di noti critici d'arte fin dai suoi anni giovanili; da Barbieri a Girace, Schettini, Menna, Miele ecc. Lo si è accostato agli espressionisti, ma il suo è un espressionismo sintetico, lieve, elegante vaporoso che nulla attinge a quello nordico. Esso è italiano, meridionale, mediterraneo. Egli non incide non scandisce, non delimita e definisce col disegno; sfiora sorvola, tocca e passa oltre, rapido così che la tela viene attintata di colore prezioso ma sfumato. Frammenta, magari, il paesaggio e la natura morta, dando ad essi un senso di instabilità e drammaticità ma non squadra, scompone o disseziona col calcolo dei cubisti e futuristi. Segna rapido i connotati nell'attimo emozionale con poche pennellate al posto e col tono giusto, con una musicalità delicata, in sordina da esperto di note e di colori; da pittore e musicofilo quale anche è egli raggiunge preziosità espressive con scarso colore, poche annotazioni, sfumature di contorno, nei nudi specialmente. Richiama alla mia memoria visiva soprattutto la pittura di Tranquillo Cremona ed Armando Spadini proprio per quelle particolarità più caratteristiche e personali sue di morbidezza, incertezza dei contorni che si fondono con lo spazio circostante, i cui colori concorrono all'armonia del tutto. E non per nulla ... Spadini fu per così poco studente all'Accademia Fiorentina di Belle Arti ... facendo poi tutto da se! Forte lavoratore Michele Lanzo ha tutte le qualità per affermarsi tra i più validi nostri pittori del figurativo avanzato moderno, che solleva la realtà verso i cieli della fantasia, tra musica, poesia e sogno.

Suo merito, non trascurabile, è quello di dipingere per se e non per il mercato ... pur vivendo di pittura, cosa poco facile oggi, salvo che per i grossi Maestri arrivati.

 

 

Nel porto di Napoli

 

 

 

 

 

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