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La pittura del
sentimento cosmico
ritorna
a cura di Michel Berchè
da Arte &
Carte n. 5
La
pittura di Lanzo esprime un sentimento cosmico della natura in cui
l'uomo, nel riconoscimento e nell'accettazione di far parte di un
ordine, trova la sua collocazione e il senso della sua esistenza. Da
quest'ordine nasce quella "pietà cosmica" che non é tanto un
sentimento religioso, quanto l'espressione antropologica della
ricerca universale.
Il Cosmo come
spettacolo dove l'uomo vede la totalità, l'essere, a cui deve
omologarsi.
Pittura di forti
cromatismi che si aprono ai grandi orizzonti naturali. Una natura,
quella dipinta da, Lanzo che è vista nelle universali dimensioni
dello spazio, di quell'enigma della dimensione spaziale che è
accompagnato dalla consapevolezza di presenze armoniose e di
tensioni verso l'unità. Visioni delle linee idee che delimitano i
paesaggi, dove si incontrano terra, acqua e cielo; attesa di
presenze indefinite che trova forza e confronto nella bellezza del
creato.
E' un'attenzione
che si rivolge allo spazio dell'interrogazione, dove a porre le
domande non siamo noi, ma il mistero della natura che ci ha sorpreso
nel nostro inquieto scrutare. Per essere compresa la pittura di
Lanzo esige un'attenzione particolare. Fra i suoi dipinti e lo
spettatore deve nascere un rapporto intimo, senza il quale é
impossibile un contatto emotivo. Se questa adesione spirituale viene
a mancare, la lettura delle sue opere risulta insufficiente e
incapace di interpretazione.
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Nel porto di Napoli
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